L'élite di Jana Švecová, l'impegnativo Monte Apo, la leggenda Peter Hillary e altro ancora
Benvenuti alla trentatreesima edizione di ClimbLife, la nostra newsletter bimestrale in cui vi proponiamo una selezione curata di curiosità e storia dell’arrampicata, le ultime notizie, le novità della nostra offerta e il climber del mese.
Namah – Un marchio di un’azienda fondata nel 1898, specializzata nella produzione ed esportazione di corde e imbracature di sicurezza di alta qualità certificate UIAA/CE.
Curiosità e storia dell’arrampicata
Il Monte Apo: la vetta più alta delle Filippine
Con i suoi 2.954 metri di altitudine, il Monte Apo è la vetta più alta delle Filippine e una delle montagne di maggiore importanza ecologica del Sud-Est asiatico. Situato a Mindanao, questo imponente stratovulcano è noto non solo per la sua altitudine, ma anche per la straordinaria diversità dei suoi paesaggi: fitte foreste tropicali, sentieri ricoperti di muschio, rocce vulcaniche, bocche fumanti e laghi craterici costellano le sue pendici.
Per molti alpinisti, il Monte Apo rappresenta un viaggio attraverso ecosistemi mutevoli piuttosto che una semplice scalata alla vetta. Le sue foreste ospitano specie rare, tra cui l’aquila delle Filippine, a rischio di estinzione critico, rendendo la montagna un’area fondamentale per la biodiversità. Oltre alla sua importanza ecologica, il Monte Apo riveste anche un profondo valore culturale per le comunità indigene, che lo considerano una terra sacra e lo associano alle tradizioni spirituali ancestrali.
Sebbene non vi siano registrazioni di eruzioni storiche, l’attività geotermica rimane visibile in prossimità della vetta attraverso bocche di zolfo e zone di terreno caldo, che ricordano ai visitatori la sua origine vulcanica. Oggi, il Monte Apo rimane una delle scalate più apprezzate della regione, combinando altitudine, ricchezza ecologica e patrimonio culturale in un’unica esperienza montana.
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Nelle notizie
Jana Švecová apre un nuovo capitolo nel bouldering femminile d’élite con “Tokyo Drift” (8C)
Jana Švecová ha aggiunto un altro importante traguardo al bouldering femminile di alto livello, realizzando la prima ascensione di Tokyo Drift (8C/V15) a Lidomorna. La nuova linea segue parte del famoso Drift di Adam Ondra, ma segue un percorso molto più diretto attraverso un ripido strapiombo, creando una sequenza più breve ma più intensa, in cui le mosse più difficili si susseguono fin dall’inizio.
Švecová ha descritto la scalata come il giorno più bello della sua carriera di arrampicatrice, completata in condizioni difficili, con freddo e vento, dopo numerosi tentativi distribuiti su due stagioni e interrotti da infortuni alle dita. Il problema segna la sua seconda scalata a questo grado, collocandola tra il ristretto gruppo di donne in tutto il mondo ad aver effettuato più ascensioni di difficoltà V15. La via rafforza inoltre la sua crescente reputazione come una delle boulderiste outdoor più forti della sua generazione.
Prodotto in primo piano
Lynx 9,5 mm: precisione e leggerezza per le arrampicate tecniche
La corda dinamica Namah Ropes Lynx da 9,5 mm è pensata per gli scalatori che cercano un equilibrio tra peso ridotto, maneggevolezza precisa e sicurezza affidabile. Progettata come corda singola, offre prestazioni eccellenti soprattutto nell’arrampicata sportiva, nelle vie tradizionali, nelle ascensioni alpine e negli ambienti a più tiri, dove la scorrevolezza della corda è fondamentale.
La struttura a 48 trefoli, l’anima in poliammide e la guaina resistente all’abrasione contribuiscono a garantire una lunga durata anche in caso di uso ripetuto su superfici irregolari. Il trattamento termico dell’anima migliora la flessibilità, mentre le estremità sigillate a ultrasuoni riducono lo sfilacciamento e prolungano la vita utile della corda. Un segno centrale visibile favorisce inoltre una discesa in corda doppia più sicura e una gestione più efficiente della corda durante le arrampicate tecniche.
Con le certificazioni UIAA 101 e CE EN 892, la Lynx 9,5 mm riflette una filosofia di progettazione incentrata sull’ingombro minimo senza rinunciare alla resistenza. Per gli scalatori che apprezzano la reattività e il controllo, offre una combinazione pratica di prestazioni, costanza e affidabilità a lungo termine su terreni impegnativi.
Peter Hillary: portare avanti un’eredità di esplorazione
Peter Hillary ha costruito una straordinaria carriera alpinistica pur portando uno dei cognomi più famosi nella storia dell’alpinismo. Nato ad Auckland, è figlio di Edmund Hillary, ma i suoi successi si distinguono per meriti propri nel mondo dell’esplorazione.
Nel 1990, Peter ha raggiunto la vetta dell’Everest, entrando a far parte della prima coppia padre-figlio a completare la scalata. In seguito è tornato per una seconda ascensione coronata da successo e ha poi completato le Sette Vette, scalando la vetta più alta di ogni continente. Tra le sue spedizioni figurano anche un viaggio di 84 giorni attraverso l’Antartide fino al Polo Sud e una spedizione al Polo Nord che ha visto la partecipazione dell’astronauta Neil Armstrong.
Oltre all’alpinismo, Hillary è rimasto attivo nel campo della filantropia, sostenendo l’istruzione nell’Himalaya, le operazioni di soccorso e le attività di conservazione. La sua vita riflette non solo la resistenza in ambienti estremi, ma anche un impegno costante nei confronti delle comunità montane legate all’eredità della sua famiglia
Approfondimenti sul settore
Dove l’Europa si incontra a piedi – La Federazione Europea di Escursionismo
La Federazione Europea di Escursionismo continua a rafforzare la cultura escursionistica europea mettendo in rete le organizzazioni escursionistiche, tutelando i sentieri e promuovendo viaggi sostenibili all’aria aperta oltre i confini nazionali. Ciò che rende questa rete particolarmente rilevante oggi è il modo in cui coniuga la tradizione con nuove forme di partecipazione, dai percorsi certificati a lunga distanza al coinvolgimento interattivo del pubblico.
Uno dei punti focali di questa stagione è Eurorando 2026, l’evento di punta della federazione dedicato all’escursionismo, che riunirà escursionisti da tutta Europa attraverso percorsi condivisi, scambi culturali ed esperienze sui sentieri regionali. Oltre agli eventi principali, l’ERA sta anche ampliando la propria visibilità attraverso concorsi fotografici mensili, quiz sull’escursionismo e nuove pubblicazioni sui sentieri in paesi come la Serbia.
La missione più ampia dell’organizzazione rimane concreta: migliorare la qualità dei sentieri, sostenere il turismo responsabile e rendere l’escursionismo più accessibile alle comunità più giovani e diversificate. Con oltre sessanta organizzazioni affiliate in tutta Europa, l’ERA sta promuovendo sempre più l’escursionismo non solo come attività ricreativa, ma come movimento sociale e ambientale. Per molte comunità che praticano attività all’aria aperta, questo cambiamento indica che l’escursionismo non consiste più solo nel raggiungere una destinazione, ma sta diventando un linguaggio europeo condiviso di mobilità, salute e connessione.
Scopri l’Himalayan Mountaineering Institute (HMI)
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